di ROMANO BRACALINI
Tutti sconfitti, nessun vincitore, nemmeno Grillo che nel naufragio della Seconda repubblica figura come la scialuppa di salvataggio che non può andare lontano. Il suo movimento non rappresenta l’antipolitica ma la tendenza “nichilista” e individualista del carattere italiano. Non ha nulla del nuovo che vorrebbe rappresentare, si limita a sbraitare, ma sul palco esibisce il tricolore. L’italiano, ha detto Prezzolini, oscilla sempre tra dispotismo e anarchia. Il “ribellismo” dei grillini appartiene al carattere ricorrente della storia italiana che nei momenti di sfiducia e di abbandono si affida sempre al tribuno della plebe: Cola di Rienzo, Masaniello, Mussolini, Giannini; un pescivendolo, un maestro elementare, un commediografo, destinati tutti o alla morte violenta o alla scomparsa improvvisa dalla scena politica. Ma Cola di Rienzo, Masaniello, Mussolini e Giannini sono passati senza cambiare il carattere opportunista e vile degli italiani.
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