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L’inflazione non è una narrazione

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di MATTEO CORSINI

Secondo Robert Shiller, che ottenne il premio Nobel per l’economia nel 2013, le persone seguono le narrazioni, le quali “vanno e vengono, sono come le malattie infettive che contagiano e poi passano e quasi ce ne dimentichiamo, ma poi tornano, modificate.
A suo parere anche l’inflazione “è piena di narrazione perché le persone, che non sono economisti, sono arrabbiate per come si vedono nell’economia e temono che qualcuno stia cospirando contro di loro. Le persone hanno paura dell’inflazione. I sindacati aumentano la rabbia e il risentimento da entrambe le parti di una trattativa salariale, e diventano più potenti: il numero degli scioperi annuali è in aumento, in reazione all’alta inflazione. Le persone non riflettono sul fatto che l’inflazione li può aiutare, riducendo il valore reale del loro mutuo ipotecario, ma questa narrazione non interessa. Piace di più pensare che l’inflazione sia una cosa cattiva.”
A me non pare che tacciare di irrazionalità o mancanza di riflessione le persone, come è solito fare Shiller, sia il modo migliore per affrontare la questione. Il rischio concreto è di tacciare di irrazionalità chi la pensa diversamente senza che esista una realtà oggettiva.
Nel caso specifico, è evidente che l’inflazione non impatti tutti allo stesso modo. L’effetto Cantillon forse non sarà conosciuto come tale da tutti coloro che temono l’inflazione e la ritengono un fenomeno negativo, ma suppongo che non siano pochi a percepirne la sostanza.
Con ogni probabilità le persone che secondo Shiller “non riflettono”, semplicemente constatano che le spese mensili sono aumentate più dei redditi. Supponiamo che in un determinato momento una persona abbia un reddito di 100 e spenda 100, di cui 30 come rata del mutuo. Se, per effetto dell’inflazione, la spesa aumenta a 110, ogni incremento del reddito inferiore a 10 nello stesso periodo di tempo peggiora il tenore di vita di quella persona, a parità di altre condizioni (mutuo incluso).
Il fatto è che non è per nulla scontato che tutto il resto rimanga invariato, a partire dalla funzione di utilità di quella persona.
Ci sono indubbiamente soggetti che non solo non temono l’inflazione, ma la ritengono una sorta di benedizione. Sono coloro che beneficiano dell’effetto Cantillon. E anche costoro non scherzano quanto a narrazione…

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