L’ITALIA CHE NON VOGLIAMO. SECESSIONE UNICA VIA

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di ROMANO BRACALINI Il 150° dell’unità era l’occasione per un serio e pacato bilancio. Invece ha dato la stura a un querulo rivendicazionismo “etnico-meridionalistico” e alle tesi più strampalate e fantastiche. Se da una parte si è fatto un uso eccessivo di retorica patriottarda, come non si vedeva da tempo-con l’apporto volenteroso e calcolato dei “neopatrioti” di sinistra, dall’altra si è dovuto assistere al fiorire di una libellistica di stampo neoborbonico che ha rilanciato quasi alla lettera la favola di un Sud emancipato e ricco (però privo di strade e di ferrovie e con tassi di analfabetismo del 90-92%). Un’ampia letteratura, con contributi di autorevoli studiosi meridionali (da Giustino Fortunato a Gaetano Salvemini), storici ed economisti, descrive già alla fine dell’Ottocento le condizioni del Sud negli stessi termini in cui lo conosciamo oggi: clientelismo, criminalità, inefficienza, sperpero di pubblico denaro. E’ difficile credere che in queste condizioni una società, qualunque società, possa crescere e prosperare. Il mancato aggancio col Nord, già avviato alla modernità ,ebbe…

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