di ROMANO BRACALINI
La decomposizione dello Stato italiano, con la sfiducia crescente dei cittadini nella partitocrazia, anche in quella di nuovo conio (il voto a Grillo è stato un gesto di disperazione, non di speranza), dovrebbe rilanciare le istanze autonomiste e indipendentiste. Dovremmo ispiraci al modello fiammingo, poiché fra tutti è l’esempio belga quello che presenta maggiori somiglianze col caso italiano. Anche in Belgio, fino a poco tempo fa, c’erano due parti del paese che non stavano insieme. Così i fiamminghi si sono virtualmente separati dai valloni, il gruppo egemone e sfruttatore. Il Belgio unitario praticamente non esiste più; la separazione di fatto è solo una questione di tempo. L’Italia non è solo divisa tra i partiti, clan, camarille; lo è ancora di più nelle sue parti etniche e geografiche che il tempo non ha reso omogenee, anzi ha esaltato le rivalità e i contrasti. (Lo dimostrano i commenti offensivi ad ogni mio intervento su questo giornale
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