di SALVATORE ANTONACI Con, forse, non un eccelso sforzo di fantasia editorialisti e commentatori spagnoli hanno ribattezzato “patto di S. Valentino” l’intesa tra il governo popolare di Mariano Rajoy, in carica da tre mesi scarsi, e l’omologo catalano del leader autonomista Artur Mas. Nella realtà, le manovre erano iniziate subito dopo il voto negativo che la formazione catalanista aveva espresso nel dibattito sulla fiducia alle Cortes. Così, dopo una trattativa non facile, Convergencia i Uniò decideva di offrire il proprio appoggio alla severa legge di bilancio del nuovo Esecutivo di Madrid ed in seguito, e siamo alla cronaca degli ultimi giorni, il placet alla riforma del mercato del lavoro e a quella del sistema bancario. Materie di non poco conto, come intuibile, che potrebbero costituire la contropartita per un’ambiziosa riforma del rapporto di unione tra lo stato centrale e la comunità autonoma catalana. A partire da quello Statuto diventato la vera bestia nera del precedente tripartito social-eco-indipendentista travolto dal peso delle aspettative non mantenute. Bastò,…















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