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Milei a Davos 2026: “Machiavelli è morto”. Manifesto per il libero mercato e l’etica occidentale

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di LEONARDO FACCO

Ieri, ancora una volta, il presidente argentino Javier Milei ha pronunciato un discorso di grande impatto e profilo ideologico al World Economic Forum di Davos, davanti a leader politici, imprenditori e rappresentanti delle élite globali. L’intervento è fondato sulla difesa sistematica del capitalismo di libero mercato, una critica tagliente al socialismo e una proposta di riscoperta dei valori etici occidentali come fondamento di ordine, prosperità e giustizia.

L’affermazione d’esordio, ribadita in chiusura, racchiude il senso del suo speech: “Machiavelli è morto. E’ arrivato il momento di seppellirlo”!, ha sentenziato l’economista bonaerense. Milei ha iniziato respingendo l’idea che efficienza e giustizia siano in conflitto, citando autori classici, come Smith, e della scuola austriaca di economia, Israel Kirzner, come Jesús Huerta de Soto e, ovviamente, Murray Rothbard. Ha argomentato che la vera efficienza deriva dal rispetto della proprietà privata e dal libero scambio volontario, ma soprattutto dal fatto che il mercato è il sistema più morale che esista, rifacendosi alla visione di “Equilibrio dinamico” di mercato del professor De Soto.

Tra le tante citazioni, un elemento particolarmente degno di nota è che Milei ha menzionato per tre volte l’economista Hans-Hermann Hoppe nel suo discorso, nonostante negli ultimi dodici mesi Hoppe abbia espresso critiche dure e — secondo il presidente argentino — ingiuste nei suoi confronti. Hoppe è noto per un approccio rigorosamente libertario che spesso rifiuta il pragmatismo politico.

Le citazioni di Hoppe sono tutte riferite alla giustificazione teorica del libero mercato basato sul principio di non aggressione e sulla centralità della proprietà privata. Milei ha richiamato l’idea hoppeiana, che ha le sue radici in John Locke, secondo cui qualsiasi deviazione da un sistema fondato sulla proprietà privata implica una redistribuzione coatta di risorse, con effetti negativi su produzione, contratti volontari e benessere complessivo. In questo modo ha voluto sottolineare la legittimità etica e l’efficacia economica del capitalismo: non solo è produttivo, ma è l’unico sistema morale e coerente con la libertà individuale e l’ordine giuridico corretto. Evidente, inoltre, il sostegno all’importanza della Divisione del lavoro e dei conseguenti Rendimenti crescenti. Dura la critica, invece, al concetto di Ottimo paretiano tanto decantato dagli economisti mainstream per avvalorare l’interventismo statale per risolvere i “fallimenti del mercato”, che secondo Milei non esistono!

Una parte centrale del discorso è stata la critica esplicita al socialismo come modello politico ed economico. Dopo aver ricordato il crollo dell’economia venezuelana — con una perdita di oltre l’80 % del PIL e la trasformazione del paese in una “narcodittatura” — Milei ha messo in guardia contro la diffusione di politiche socialiste “arrotolate in belle parole” che, secondo lui, continuano a circolare a livello internazionale.

Milei ha descritto la “crisi morale di Occidente”, in cui la fiducia nei valori classici è stata erosa da ideologie collettiviste, progressiste e woke. Ha evocato la necessità di un ritorno alla filosofia greca, al diritto romano e ai valori giudaico-cristiani come basi etiche per il futuro, contrapponendo questi principi al cosiddetto utilitarismo politico.

Una parte del suo discorso Milei l’ha dedicata alla difesa del programma di riforme implementato in Argentina sin dal 2023 dal suo governo, mettendo l’accento sulla riduzione del ruolo dello Stato, la deregulation e la trasformazione dell’apparato pubblico. Ha sottolineato come questi cambiamenti costituiscano secondo lui una trasformazione strutturale necessaria per rompere con decenni di crisi economica e inflazione elevata. A tal guisa ha sentenziato: “I politici devono smettere di infastidire coloro che stanno costruendo un mondo migliore”.

Sebbene nel testo completo non siano riportati dettagli numerici specifici, sul Miglioverde potete trovare tutti i dati del caso, relativamente a inflazione, debito pubblico, deficit, spesa pubblica. Il contesto delle affermazioni fa, comunque, chiaramente riferimento ai progressi concreti e al miglioramento di tutti gli indicatori macroeconomici, nonché alle oltre 13.000 riforme attuate da Federico Sturzenegger, che, secondo il governo, stanno rafforzando la fiducia degli investitori e la sostenibilità fiscale del paese.

Milei ha anche ribadito nuovamente il suo allineamento con le potenze occidentali, in particolare con gli Stati Uniti, ribadendo la convinzione che l’America (intesa anche come continente) possa essere «un faro per l’Occidente» nella difesa dei principi liberali classici. Il suo messaggio ha trovato eco nelle dichiarazioni di altri leader presenti a Davos, che hanno espresso posizioni simili sulla difesa del libero mercato e sui rischi derivanti dall’espansione del ruolo statale nelle economie.

Le citazioni memorabili

  1. Sulla fine del pragmatismo politico e il valore morale

    “Buenas tardes a todos. Estoy aquí frente a ustedes para decirles de modo categórico que Maquiavelo ha muerto”.
    (“Buon pomeriggio a tutti. Sono qui davanti a voi per dirvi in modo categorico che Machiavelli è morto”.)

     

  2. Sul falso dilemma tra efficienza e valori etici

    “…la oposición entre las dimensiones de eficiencia y justicia es falsa y errónea. Esto es, lo justo no puede ser ineficiente ni lo eficiente injusto”.
    (“…l’opposizione tra efficienza e giustizia è falsa ed errata. Cioè, ciò che è giusto non può essere inefficiente e ciò che è efficiente non può essere ingiusto”.)
  3. Sul socialismo e le sue conseguenze

    “…los socialistas de hoy no niegan la superioridad del capitalismo en lo productivo, lo cuestionan por ser injusto”.
    (“…i socialisti di oggi non negano la superiorità del capitalismo in termini di produttività, lo contestano perché ingiusto”.)
  4. Sull’urgenza di un ritorno ai valori classici

    “…si queremos salir de nuestro oscuro presente, debemos volver a inspirarnos en la filosofía griega, abrazar el derecho romano y retornar a los valores judeo-cristianos…”.
    (“…se vogliamo uscire dal nostro oscuro presente, dobbiamo tornare a ispirarci alla filosofia greca, abbracciare il diritto romano e ritornare ai valori giudeo-cristiani…”.)
  5. Sul principio di non aggressione e il ruolo della proprietà

    “…del derecho fundamental a la libertad se deriva el derecho adquirido de la propiedad privada, y ello se manifiesta en que podamos libremente adquirir un bien con el fruto de nuestro trabajo…”.
    (“…dal diritto fondamentale alla libertà si deriva il diritto acquisito alla proprietà privata, e ciò si manifesta nella possibilità di acquisire liberamente un bene con il frutto del nostro lavoro…”.)
  6. Riferimento specifico all’argomentazione di Hoppe

    “…la prueba que ha desarrollado Hans-Hermann Hoppe… no sólo resulta satisfactoria en probar la optimalidad, sino que además no deja lugar a la intervención”.
    (“…la prova sviluppata da Hans-Hermann Hoppe… non solo è soddisfacente nel dimostrare l’ottimalità, ma in più non lascia spazio all’intervento [statale]”.)
  7. Ancora su Hoppe e la proprietà

    “…cualquier desviación de este conjunto de reglas implica, por definición, una redistribución de títulos de propiedad…”.
    (“…qualsiasi deviazione da questo insieme di regole implica, per definizione, una ridistribuzione di titoli di proprietà…”.)
  8. Sulla funzione imprenditoriale e la crescita

    “…el proceso de mercado es dinámicamente eficiente porque las personas sólo pueden mejorar su bienestar dirigiendo su inteligencia a resolver las necesidades del prójimo…”.
    (“…il processo di mercato è dinamicamente efficiente perché le persone possono migliorare il loro benessere dirigendo la propria intelligenza a risolvere i bisogni degli altri…”).

     

    IL DISCORSO INTEGRALE

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