di GIANMARCO LUCCHI
''Non saro' candidato a un particolare collegio in quanto sono senatore a vita. Se una o piu' forze politiche, con credibile adesione alla mia agenda o a una migliore che anch'io trovo convincente, manifestassero il proposito di candidarmi a presidente del
Consiglio valuterei la cosa. A nessuno si puo' impedire di fare questo e, se permette, a nessuno diverso da me si puo' dare la decisione se eventualmente io sarei disponibile o no. A priori direi si' che e' cosa diversa dal dare il nome ad altri per liberi utilizzi''. In questa frase, pronuinciata stamane in conferenza stampa, sta racchiuso il senso della scelta fatta dal premier uscenteMario Monti circa la sua discensa in campo: nessuna partecipazione diretta alle elezioni, ma disponibilità a tornare a Palazzo Chigi dopo il voto se la maggioranza del Parlamento gli chiederà di ritornare a guidare un governo. A una condizione precisa, però: che venga accettata l'agenda Monti (presto pubblicata su un sito ap
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