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Napolitano e le interpretazioni creative della costituzione

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di CARLO ZUCCHI* Da tempo l’Italia ha cessato di essere una democrazia. Non che la cosa mi crei eccessivi patemi, dato l’uso sconsiderato che è stato fatto della sovranità popolare negli ultimi 40 anni, ma ormai stanno cadendo, una dopo l’altra, le ultime vestigia formali di una democrazia. Certo, l’Italia continua a essere formalmente una “Repubblica Democratica” e, sempre formalmente, pure “fondata sul lavoro”. Ma tant’è. In ogni modo, è notizia di questi giorni che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta bacchettando i partiti per via dello stallo nella trattativa sulla legge elettorale e che sulla data del voto decide lui. Del resto, da tempo Napolitano preme perché si faccia in fretta una nuova legge elettorale, non solo per andare al voto in autunno, ma per far sì che si creino le condizioni per continuare l’esperienza di un governo tecnico sostenuto dai partiti più “euro responsabili”. E il tutto, nel silenzio generale di costit
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