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Nel mondo lo stato va in crisi, perché il centralismo non funziona

Da leggere

rinascita federalistadi GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

C’è una spinta crescente verso la diminuzione delle dimensioni delle nazioni, di tipo federalistico o, addirittura, di tipo indipendentistico. Perchè? Vediamo di analizzare la struttura di una società umana (non di formiche o di api). L’unità base è la famiglia costituita da un UOMO e da una DONNA, così come vuole la natura che ha ,come primo obbiettivo, il propagarsi della specie, al difuori di tutto. Guardate che non sto facendo un discorso a sfondo religioso, ma solo NATURALE.

Un insieme di famiglie si collega per migliorare le proprie condizioni di vita, avendo come idea fondamentale quella di una comunanza di pensiero e di intenti. Senza questa componente non si ha una Nazione, ma uno Stato, ossia un’accozzaglia di persone messe insieme e tenute insieme, con le buone o con le cattive ,SEMPRE, per gli interessi  di un gruppo di potere. Questa collettività agisce a seguito di intercomunicazioni. Almeno sinora, però, le decisioni importanti sono, salvo in poche collettività (vedi Svizzera), per valutazione e decisione esclusiva dei gruppi di potere dirigenti in “nome e per conto” (anche se non è quasi mai vero). I quali, sempre più “sanno solo loro che cosa serve per il bene del poppolo (con due p per rinforzare il concetto)” .

Vediamo se esistono altre forme, magari migliori, di gestione. Come è strutturato il cervello umano? Il cervello umano è costituito da 100 MLD di neuroni (cellule nervose) e molte di più cellule ausiliari. I neuroni sono connessi tra di loro da sinapsi (unità di trasmissione). Ogni neurone ne possiede circa 100.000.  Queste sinapsi hanno, come principale funzione la trasmissione e lo scambio di segnali emessi dai neuroni. Questo significa che nel cervello di tutti gli esseri viventi non c’è un CAPO , ma una sintonia di decisioni multiple, in perfetta armonia. Ed è chiaro che questa è una soluzione decisamente migliore della struttura vigente negli stati.

Quando non si attua tale processo siamo davanti ad una delle tante forme di PAZZIA. Funziona la cosa? Sì da milioni di anni. Mentre l’uomo, nella sua pochezza , ha inventato i capi.

Passiamo all’industria. Non appena lo sviluppo della tecnica ha portato ad impianti i cui elementi costituenti sono sempre più interconnessi tra di loro, l’uomo, in prima istanza ha utilizzato operatori, collocati nei punti chiave dell’impianto, per fare da interfaccia. Non appena sono stati scoperti i computer si è subito premurato di eliminare le interfacce umane dedicando un unico computer centrale alla sintonia e a gran parte delle decisioni. Funziona il tutto? Sì, fino ad un certo livello di sofisticazione oltre il quale ci si trova davanti ad un concettuale blocco gestionale .

Ci si è visti “costretti” a inventare l’autogestione di singoli componenti, nonché la redundancy (ossia elementi di riserva che entrano automaticamente in funzione quando uno dei componenti si guasta), limitando sempre di più il potere decisionale del computer centrale. Proprio per quanto riguarda i computer, presi da in insano concetto relativo ad un “grande  e più efficiente “ potere centrale, si sono sviluppate le dimensioni  sino a giungere ai megacalcolatori. A questo punto, continuando a predicare che “grande è bello” ,ci si è trovati davanti ad un’altra barriera invalicabile , barriera superata attuando una rete di personal computer, strettamente collegati tra di loro e ognuno dei quali sviluppa un certo settore, prendendo autonome decisioni, verificando solo il mantenimento della sintonia con gli altri.

Queste reti sono state chiamate pomposamente “reti neuronali” distanti ancora, però , anni luce dalla funzionalità della rete di un cervello umano, in particolare e animale in genere. Cosa ne dobbiamo dedurre da queste situazioni ed esperienze, riferendoci alle collettività umane? Balza con evidenza che pochi decisori-tuttofacenti non reggono più per motivi sociali e per motivi tecnici. Per motivi sociali perché i cittadini si sentono sempre più distanti e sconosciuti dal potere centrale ed aspirano, con sempre maggiore insistenza ad avere un potere di dimensioni molto più ridotte , a portata di mano, pronto a sentire i desideri dei governati. Questa spinta è così crescente che , se ignorata nella speranza che si calmi, porterà a guai molto , molto seri ( guai per chi comanda, evidentemente).

A supporto dei motivi sociali ci sono fortissimi motivi tecnici. Tralasciamo l’Italia che è tecnicamente allo sbando recuperabile soltanto con un rapido TRITAGLIO, prima del fallimento collettivo. Anche nelle altre nazioni, più civili, un governo centrale non regge più. Lo dicono la Scozia, la Spagna, il Belgio, l’Olanda, e perfino l’Ucraina. Sono territori troppo vasti , con interessi così disparati, per cui il rilievo dei dati e la loro elaborazione diventano sempre più problematici. Ormai “grande è bello”,  è diventato un mantra di persone per le quali i criteri organizzativi sono una vuoto concetto! Grande è solo confusione a dispetto di molti e a vantaggio di pochi. E allora?

Allora non crediamo alle balle del “grande”, non crediamo alle balle della “patria”, patria che si tira in ballo solo quando c’ è da far ammazzare un po’ di gente. Diamoci da fare per creare , in primis, stati federali ( ma quelli veri, non quelli a base devolution) o passare, addirittura a Stati indipendenti. Prima che NON SIA TROPPO TARDI! Remember!

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1 COMMENT

  1. Leggevo ieri un libro e si parlava del nuovo ordine mondiale, forse sono stupidaggini, ma la cosa che mi ha colpito è che non sono visti di buon occhio gli staterelli, perché vanno in direzione contraria. Ieri leggevo qui della politica americana contro la Russia, politica folle che arma i mussulmani per i suoi scopi, che ha originato il conflitto in Cecenia per spezzettare la Russia, che ha organizzato il sommovimento in Ucraina, che ha costretto i russi a far staccare la Crimea per la loro base navale di Sebastopoli, e l’abbattimento del jet malese.
    Sappiamo tutti che l’Europa non è l’America, abbiamo delle tradizioni, delle lingue, delle culture perfino delle cucine diverse, gli Stati felici e prosperi sono Stati di piccole dimensioni, Norvegia, Svizzera, Svezia, Danimarca. Penso che il più grosso ostacolo alla nostra indipendenza siano gli Stati Uniti piuttosto che l’italia.

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