E’ quasi unanime (il quasi è sempre d’obbligo, perché ci sono eccezioni anche in questo) il convincimento che in Italia la pressione fiscale effettiva sia molto alta.
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Senza addentrarci nei miracolosi “moltiplicatori fiscali keynesiani” o negli evangelici “moltiplicazione dei pani e dei pesci” e restando quindi nel terreno, mi pare evidente che uno deve spendere in base a quanto guadagna, eventuali debiti possono essere fatti solo come investimenti che si ripagheranno da soli (p.e. compro una casa da dare in affitto, mi iscrivo all’Università in corsi richiesti dal mercato, ecc.). Espandendo l’economia “del buon padre di famiglia” al bilancio statale, praticamente tutta la spesa pubblica così come è strutturata verrebbe bocciata (e infatti non funziona…). Non ci sarebbe più il debito pubblico sorto solo per finanziare la spesa corrente e non per gli investimenti (quindi i forestali calabresi, i falsi invalidi meridionali, le pensioni sociali del mezzogiorno, gli assunti nella P.A. solo per voto di scambio, ecc) e sopratutto si cesserebbe di trattare i cittadini come bancomat: lo Stato spende, spande e spreca come se fosse la Svizzera e poi presenta il conto infischiandosene se la pressione fiscale generata sia tollerabile, sia dannosa o se ci siano parti del paese con elevatissima evasione fiscale. La logica vorrebbe che si istituisse un tetto (33%? La aliquota degli ostrogoti, per esempio) massimo di prelievo fiscale diretto, indiretto, locale e previdenziale al singolo contribuente, alla singola impresa. Qualsiasi diavoleria che si potesse inventare (fiscalità locale, Studi di settore, accertamenti, patrimoniali) cozzerebbe sempre con questo limite. Oltre a dare certezze a chi vuole investire la cosa genererebbe la revisione della spesa pubblica: tot contribuenti il massimo di gettito ottenibile è quello del 33% e quindi di logica la spesa pubblica effettuabile. Si vuole spendere di più? benissimo, non si potrebbe più inventare una nuova tassa o aumentare un aliquota, si potrebbe solo aumentare la base imponibile, recuperando l’evasione meridionale, favorendo gli investimenti esteri o investendo per creare sviluppo. Quindi se una Regione volesse pagare le siringhe 8 volte quello che viene pagato in altre regioni sarebbe liberissima di farlo, però poi dovrà pagare meno i suoi consiglieri regionali e avere pochissimi forestali e pensioni sociali….
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Senza addentrarci nei miracolosi “moltiplicatori fiscali keynesiani” o negli evangelici “moltiplicazione dei pani e dei pesci” e restando quindi nel terreno, mi pare evidente che uno deve spendere in base a quanto guadagna, eventuali debiti possono essere fatti solo come investimenti che si ripagheranno da soli (p.e. compro una casa da dare in affitto, mi iscrivo all’Università in corsi richiesti dal mercato, ecc.). Espandendo l’economia “del buon padre di famiglia” al bilancio statale, praticamente tutta la spesa pubblica così come è strutturata verrebbe bocciata (e infatti non funziona…). Non ci sarebbe più il debito pubblico sorto solo per finanziare la spesa corrente e non per gli investimenti (quindi i forestali calabresi, i falsi invalidi meridionali, le pensioni sociali del mezzogiorno, gli assunti nella P.A. solo per voto di scambio, ecc) e sopratutto si cesserebbe di trattare i cittadini come bancomat: lo Stato spende, spande e spreca come se fosse la Svizzera e poi presenta il conto infischiandosene se la pressione fiscale generata sia tollerabile, sia dannosa o se ci siano parti del paese con elevatissima evasione fiscale. La logica vorrebbe che si istituisse un tetto (33%? La aliquota degli ostrogoti, per esempio) massimo di prelievo fiscale diretto, indiretto, locale e previdenziale al singolo contribuente, alla singola impresa. Qualsiasi diavoleria che si potesse inventare (fiscalità locale, Studi di settore, accertamenti, patrimoniali) cozzerebbe sempre con questo limite. Oltre a dare certezze a chi vuole investire la cosa genererebbe la revisione della spesa pubblica: tot contribuenti il massimo di gettito ottenibile è quello del 33% e quindi di logica la spesa pubblica effettuabile. Si vuole spendere di più? benissimo, non si potrebbe più inventare una nuova tassa o aumentare un aliquota, si potrebbe solo aumentare la base imponibile, recuperando l’evasione meridionale, favorendo gli investimenti esteri o investendo per creare sviluppo. Quindi se una Regione volesse pagare le siringhe 8 volte quello che viene pagato in altre regioni sarebbe liberissima di farlo, però poi dovrà pagare meno i suoi consiglieri regionali e avere pochissimi forestali e pensioni sociali….