PADOAN: ABBASSARE L’USO DEL CONTANTE AUMENTA I CONSUMI. MA STA BENE COSTUI?

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de IL POLENTONE

Padoan, da Ue mi aspetto riconoscimento sforziA occhio e croce questo qui c’ha qualcosa che non funziona. Leggete un po’ questo lancio di agenzia:

Il costo della gestione del contante è pari in Italia allo 0,5% del Pil, ovvero a 8 miliardi l’anno. Sono le cifre fornite dal ministro Pier Carlo Padoan al question time. L’abbassamento della soglia per l’uso del contante, “se rafforzato da interventi paralleli”, ha proseguito, può produrre “prevedibili effetti positivi sui consumi”.

In pratica, con un ragionamento oltremodo contorto, ci sta dicendo che se in Italia non si usasse più contante, si risparmierebbero 8 miliardi all’anno di gestione, somma che quindi sarebbe disponibile per aumentare i consumi. Bella genialata molto teorica, perché non tiene conto della moltitudine che i propri soldi li vuole spendere nella forma che preferisce. Vabbè, e gli interventi paralleli in che si tradurrebbero? Fors ein una bella pedata nel didietro…

Io non sono un tecnico, e lascio volentieri al mio amico Leo Facco, quando avrà finito di fare il “canistrun” (non vi spiego cos’è, ve lo lascio solo immaginare…) in quel di Tenerife, il compito di commentare in maniera adeguata e consona, ma a me questi mi paiono fuori di zucca. Oppure sono disperati…
Disperati anche perché apprendiamo, sempre da question time, che previsione di incasso del Mef per le cartelle fiscali non pagate ammonta a 7 miliardi, dei quali “4 mld riferiti a carichi erariali”. Alcune stime, citate anche nell’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Padoan, parlano di 530-540 miliardi di cartelle accumulate negli anni. La stragrande maggioranza non è però recuperabile per prescrizione, situazioni di fallimento o decessi. Amen

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