Palermo, fallita la municipalizzata dei rifiuti. E adesso chi paga?

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di GIORGIO CALABRESI In una Palermo invasa dall’immondizia,  e’ arrivata la prevedibile decisione del tribunale di Palermo: l’Amia, la municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, interamente partecipata dal Comune di Palermo, e’ fallita. Dopo anni di commissariamento, durante i quali l’azienda ha continuato a perdere mediamente 2,5 milioni al mese (i debiti accumulati nell’ultimo decennio ammonterebbero a circa 180 milioni), la strada del fallimento si e’ rivelata l’unica possibile. Il sindaco Leoluca Orlando ha convocato una conferenza stampa e chiesto scusa alla citta’, annunciando che la raccolta’ continuera’ e che sara’ trovata una soluzione per dare continuita’ lavorativa ai 2.252 dipendenti, in stato di agitazione da settimane. Ricordando che nel 2000 aveva lasciato i conti in ordine, Orlando attacca la precedente amministrazione e la dirigenza della societa’. ”Chiedo scusa ai palermitani per la vergogna alla quale sono stati sottoposti – ha detto il sindaco -. E’ la piu’ grande azienda italiana tra le partecipate dagli enti locali che fallisce. Siamo molto rammaricati, perche’ 12 anni…

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