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Finito in Tunisia, probabilmente in contemporanea allo scoppio dello scandalo dei rimborsi elettorali della Lega, lo yacht da 2,5 milioni di euro di Riccardo Bossi verra' probabilmente sequestrato. Da quanto si e' saputo, infatti, questa e' l'intenzione della Procura di Milano, che ha avviato contatti per una rogatoria con le autorita' tunisine, dopo che la barca, finita nell'inchiesta sull'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, e' stata scovata - come rivelato dal Corriere della Sera - nel porto di Port El Kantaoui, spingendo in mattinata Roberto Maroni a invocare chiarezza.
Intanto, in serata gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano si sono presentati nella casa milanese del primogenito del Senatur per una perquisizione a 'caccia' di documenti relativi a quell'imbarcazione che, secondo le indagini, sarebbe stata acquistata con un'appropriazione indebita dell'ex tesoriere Belsito. Un blitz disposto oggi dal procuratore aggiunto Alfred
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