di ARTURO DOILO
La cultura del dargli addosso al "junk-food" (così definito negli Usa e importato in Italia come cibo spazzatura) è iniziata oltreoceano, dove un certo salutismo leguleista da anni - all'insegna del politicamente corretto - pretende di "farci vivere come se fossimo dei malati, per poi vederci morire sani".
Ora, però, scoppia la protesta dei "pizzaioli a stelle e strisce". No alle calorie scritte sui menù delle catene di pizzerie di tutta America. È con questo slogan che l'American Pizza Community, cioè l'associazione che riunisce le maggiori catene che sfornano pizze negli states, si oppone alla misura, che rientra nella riforma sanitaria varata da Barack Obama, che impone a tutti i ristoranti di specificare nei menù l'importo calorico del cibo venduto. Facile a dirsi per hamburger ed altri piatti della tradizione del fast food americano, ma ben più difficile per la "margherita" che, sostengono i pizzaioli d'Oltreoceano, nella versione americana ha 34 mili