di LUIGI CORTINOVIS
Uno stillicidio di dati negativi trasforma il Belpaese in una specie di incubo. La precarietà è l'ultimo dei settori sotto la lente e ci si accorge che avanza a spese dei giovani: la conferma arriva dai dati dell'Istat sul periodo aprile-giugno di quest'anno, con tre dipendenti under 35 su dieci a termine, un'incidenza doppia rispetto alla media.
Ecco quindi un'altra prova di una generazione di trentenni a tempo, che quando trova un posto di lavoro si deve accontentare anche di una scadenza. Di certo pesa l'effetto della crisi, con le aziende che, data l'incertezza sul futuro, preferiscono assunzioni a tempo. E' già, infatti, noto come ormai la stragrande maggioranza dei nuovi contratti di lavoro sia a termine. La rilevazione dell'istituto di statistica fa piena luce sul fenomeno.
Nel secondo trimestre del 2012 i dipendenti a termine tra i 15 e i 34 anni superano la soglia di 1,3 milioni (+5,4% annuo) su un totale di piu' di 4 milioni 700 mila dipendent
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