di ALBERTO LEMBO
Sappiamo che il 2 febbraio scorso gli ambasciatori di 17 Stati della cosiddetta “Zona Euro” (sui 27 Stati dell’Unione Europea) hanno firmato a Bruxelles il trattato che istituisce un “Meccanismo europeo di stabilità” (MES). Si sa un po’ meno che questa firma è l’atto costitutivo di una istituzione finanziaria internazionale, ovvero una organizzazione intergovernativa “nel quadro del diritto pubblico internazionale”. Cosa significano queste espressioni? Significa che i governi degli Stati fondatori hanno istituito un soggetto sovranazionale (o extranazionale) retto da un “Consiglio dei governatori”, sempre di nomina intergovernativa, cui viene affidato il potere di gestire “a maggioranza qualificata” una lunga serie di operazioni tecniche e relative agli organi interni e successivamente gli interventi sui bilanci degli Stati e gli interventi di aiuto e programmazione.
L’obiettivo dichiarato è quello di “fornire un sostegno alla sta