di FRANCO POSSENTI
Sapete cosa c'è di nuovo? Che la Lega Nord ha lanciato l'ennesima iniziativa para-autonomista, di quelle di cui parla sin dagli albori, ovvero da quando venne fondata nel 1984, con risultati pressoché nulli!
Promuovere e valorizzare la «lingua lombarda» in tutte le sue varianti, dicono. L'importante è continuare a confondere le acque tricolorite in cui s'è ormai immersa col nuovo corso salviniano. Ecco il progetto di legge regionale per «incoraggiarne l'uso» fra i cittadini e di riconoscere alla fine una sorta di «bilinguismo» fra italiano e dialetto (lingua, no?), anche attraverso l'uso di quest'ultimo sui siti istituzionali e nella toponomastica.
Lo fecero in diversi comuni in passato, a macchia di leopardo e sollevando polemiche. Il progetto di legge si incarica anche di dare una definizione univoca: «Si definisce Lombardo Classico, o Lingua Lombarda, quella lingua plurale- si legge alla proposta di articolo 2 - costituita da tutt
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