di REDAZIONE
La chiamano "lo spettro di Weimar" - i costituzionalisti - la situazione che a tutti i costi il Presidente Napolitano vuole evitare. Ossia il ravvicinato ricorso alle urne che segnò la fine della democrazia in Germania (1919-1933) e aprì le strada alla dittatura nazista. Un governo. Un governo "purchessia", ma che abbia la maggioranza anche al Senato, è la dote che 're Giorgio' lascerà al suo successore per non costringerlo a sciogliere subito le Camere. Questo il punto fermo. Sul come arrivarci, le ricette degli esperti in 'affari' costituzionali e quirinalizi variano. Governo del presidente, o di coalizione, o di grande coalizione. E, a seconda, leadership a caratura politica o tecnica. Un programma snello ma efficace. Poi nel 2014, altra previsione ferma e condivisa, si rivota. "Le elezioni anticipate - ragiona il costituzionalista Paolo Armaroli - sono una soluzione da escludere. Nessun Presidente, ad eccezione di Scalfaro, ha mai sciolto le Camere 'motu proprio
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