di MATTEO CORSINI
Leggo sempre con interesse le proposte che promettono di ridurre il debito pubblico in modo indolore, o quasi. Lo faccio per individuarne i punti deboli, perché credo che non esista una via indolore alla riduzione del debito. Di qualsiasi debito si tratti. Potrà essere indolore per qualcuno, ma non per tutti.
Michele Fratianni e Paolo Savona potrebbero essere definiti “risolutori seriali”, avendo avanzato diverse proposte nel corso del tempo. “La nostra proposta si cala nel solco della letteratura economica che va indietro nel tempo e tiene conto dei progressi tecnologici registrati ai giorni nostri. Essa consiste nel dividere le banche che raccolgono moneta (money bank) da quelle che concedono credito (credit bank) al fine di annullare i rischi e oneri di gestione delle insolvenze che gravano sui depositi e di concentrare l’attività delle banche nella valutazione del merito per concedere credito al fine di ridurre le sofferenze. Nella nostra proposta
Troppo complicato, artificioso.
Le cose sono molto più semplici.
La politica italiana non è strutturalmente né culturalmente in grado di porre rimedio allo sfascio che ha determinato.
Può solo attendere il peggio e farcelo subire.
E’ semplicissimo.