di CLAUDIO ROMITI
Sul caso emblematico del dissesto amministrativo della Capitale non c'è molto da dire: trattasi della summa italiota del parassitismo politico-burocratico. Parassitismo sostenuto dalla più bieca demagogia fondata sul cosiddetto bene comune. Demagogia vigliaccamente usata come una clava dal sindaco Marino allorchè, sotto la pressione della tigre di carta Renzi, ha minacciato di bloccare i servizi pubblici se il governo non avesse provveduto in tempi molto rapidi a mettere una congrua toppa nel bilancio del comune di Roma.
Una Città eterna divenuta nel corso dei decenni, in quanto sede dei più grandi carrozzoni gestiti dalla politica, una sorta di grande mela, la cui economia viene keynesianamente stimolata da un costante flusso di quattrini proveniente soprattutto dalle zone più produttive del Nord e del Centro. Ciononostante le varie amministrazioni che ruotano attorno al Campidoglio vivono costantemente sull'orlo del baratro finanziario. In particolare il
Comments are closed.