di CHRIS WILTON Da queste pagine si è già parlato dell’incredibile ma sintomatica “guerra della carta igienica” in atto nel Venezuela post-Chavez, paradigma di come i regimi illiberali e dispotici sappiano suicidarsi da soli una volta che il collante iconografico del leader maximo viene a mancare e la pochezza dei protagonisti in scena detona in tragedia ammantata da farsa. Il problema è alla radice, però, ovvero nella natura stessa di quei populismi che infiammano i cuori degli altromondisti di mezzo mondo, i quali accettano volentieri di indossare il “logo” della rivoluzione anti-Usa, senza però leggerne gli ingredienti e, soprattutto, capirne i comportamenti. Larry Fink di BlackRock, insieme a Pimco leader del mercato obbligazionario mondiale, nel 2011 stupì il mondo affermando che <i mercati amano i governi totalitari>. E sicuramente questo è valso e vale anche per quelli contraddistinti da un profilo di socialismo autoritario, proprio come il Venezuela del defunto presidente Hugo Chavez. Il quale, in quattordici anni di potere e con 1000 nazionalizzazioni al…















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