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Si chiama “senato federale”, ma nella sostanza non cambia nulla

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di DANIELE TRABUCCO Dopo l’approvazione al Senato della Repubblica del disegno di legge costituzionale sulla modifica della forma di Governo, il testo, dal 07 agosto 2012, è passato alla Camera dei Deputati per iniziare l’iter all’interno di questo ramo del Parlamento. Tra gli aspetti più rilevanti, vi è quello della modifica dell’art. 57 della Costituzione concernente il cosiddetto Senato federale. C’è da chiedersi, a questo punto, se davvero la nuova formulazione della norma ha comportato una trasformazione “in senso federale” di uno dei due rami dell’Assemblea legislativa. Al di là della riduzione del numero dei senatori (250), non vi sono elementi tali da far gridare a cambiamenti rilevanti. Innanzitutto il Senato continua a essere eletto a “suffragio universale e diretto su base regionale”. Ora, l’elezione “a base regionale”, come del resto è contemplato anche oggi nell’art. 57, non equivale a collegare i senatori alle Regioni. Essa incide s
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