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Sessantottini: dalla rivoluzione alle pensioni d’oro

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di REDAZIONE Volevano incendiare il mondo, volevano fare la rivoluzione proletaria, volevano imporre un nuovo ordine sociale, distruggere la borghesia e fondare una nuova umanità. Sono quelli della generazione che nel ’68 hanno avviato la stagione di proteste studentesche che si sono progressivamente allargate in forme sempre più violente a fasce del sottoproletariato, prima che il tutto sfociasse nella lotta armata delle Brigate Rosse contro lo Stato e le sue regole. Si lamentavano che la polizia fosse armata, che opponesse troppa resistenza alle loro cariche nel cercare di contenere la loro furia devastatrice: protestavano e la stampa di sinistra dava loro pieno ascolto. Si pretese che i poliziotti fossero mandati a sedare le rivolte che scoppiavano qui e là disarmati contro gente armata di bottiglie molotov, pistole automatiche e mitragliette kalashnikov. Ora, dopo aver sobillato le folle, incitato alla sovversione contro l’ordine costituito ed aver tutto sfasciato sen
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