di LIVIO GHERSI
Trent'anni fa valutavo seriamente di andar via dalla Sicilia. Oggi non vorrei abitare in altro posto che a Palermo. Quel che resta della dolente bellezza di questa città, a poco a poco mi ha conquistato. C'è tanta gente semplice, di buon cuore, e questo è il frutto migliore dello spirito del Cattolicesimo, tanto fortemente radicato nella storia dell'isola.
Non occorrono analisi particolarmente complesse per scoprire che la vera palla al piede della Sicilia è la sua classe dirigente. In tutte le sue componenti: politiche, burocratiche, accademiche, imprenditoriali. Le magagne della classe dirigente, a loro volta, derivano dalla disperante inadeguatezza della cultura politica. Fenomeno questo che riguarda la popolazione nel suo insieme e non soltanto le sedicenti élites.
Il primo chiaro sintomo d'inadeguatezza è l'incapacità di pesare le parole. Qualunque aspirante capo-popolo non si accontenterebbe mai di usare parole banali come "protesta", o "sciopero":