di ANGELO PELLICIOLI
La stampa di questi giorni ci propone, oltre all’immancabile “lazio gate” ed alle più o meno oculate manovre atte a far filtrare l’idea di applicazione di indulti ed amnistie, (al solo fine di minimizzare l’ennesima cantonata, tutta politica, del caso Sallusti), anche una relazione del neo Presidente di Confindustria Squinzi sullo status italico. Leggendola attentamente si ha l’impressione di essere tornati indietro di almeno trent’anni. Gli stessi problemi da risolvere, le medesime frasi di circostanza destinate a sfociare nel nulla, il rutilante linguaggio politichese che la gente ormai si rifiuta non solo di leggere, ma anche di ascoltare e di capire. Ma, soprattutto, vi campeggia la mancata indicazione di una precisa strategia politico-economica da seguire.
Pare che l’Associazione di categoria degli imprenditori si sia svegliata dal letargo, così come fece Biancaneve. Solo che a svegliarla non c’è stato nessun principe. Ma, al cont
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