di TONTOLO
Il mio nome è un po’ una fregatura, lo so, e voi lettori, adocchiando le mie parole, penserete che uno come me non può insegnarvi nulla. Eppure, da contadinotto di campagna, una cosa che non fallisce ce l’ho: è la memoria.
Mi ricordo, ad esempio, quando un Bossi tonitruante sobillava le folle ricordando loro “che le parole del popolo sono un distillato di verità”. Spiegava anche che i muri – che anni fa erano zeppi di scritte contro Roma ladrona - erano i giornali del “popolo del Nord”. Gli ho sempre dato ragione e continuo a pensare le stesse cose anche oggi.
Stamattina, mentre con la mia Apecar a nafta mi inerpicavo su per quella Valle che, negli Anni Novanta, traboccava di leghismo e di anti-italianità, il mio occhio è inciampato in uno striscione nuovo di zecca, che non avevo mai visto in passato da quelle parti. Mentre “correvo per andare dove stavo andando”, ho dato un tirone al freno e son sceso dal mio triciclo a motore per scattare u
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