di MATTEO CORSINI
C’era una volta la Lega Nord, che parlava, seppur con un certo grado di confusione, di indipendenza o addirittura secessione della Padania. A quell’epoca per i politici leghisti il peggio dell’Italia era rappresentato (almeno a parole) da Roma, simbolo del centralismo e dello statalismo.
Con Salvini al posto di Bossi, la Lega non è più "Nord", e Roma pare non sia più “ladrona”: “La Lega sta lavorando a questa ricucitura, fin dal momento in cui sono diventato segretario. Nel centrodestra, il partito più votato a Roma e nel centro Italia è il nostro. E questo è indicativo di un messaggio che è stato capito. E' fatto di autonomie e federalismo, con un ruolo forte per Roma. La centralità della Capitale italiana, in un Paese federale, è ancora più importante. Quello che non era maturo vent'anni fa, adesso lo è”.
E il residuo fiscale delle regioni settentrionali che fine ha fatto? Crede Salvini che sia sufficiente che a comandare sia lui p
Questo rimarrà nella storia Lega , racconterà sempre che razza di presa per i fondelli i popoli della Padania hanno dovuto subire per anni.
Sono solo gente che si è arricchita enormemente a Roma partecipando a piene mani ad accrescere il “Sacco del Nord” .
Mi piace pensare che sia una mossa tattica: prima si sposta qualche ministero al Sud, poi chi potrebbe essere in disaccordo nel spostarne qualcuno al nord?
Si è bevuto il cervello.
Chissà se il Prof.Miglio sarebbe d’accordo.