UNO SCHIAVO NEGRO ERA MENO TASSATO DI UN IMPRENDITORE ITALIANO

di LEONARDO FACCO Nel mio libro “Elogio dell’evasore fiscale”, correva l’anno 2009, raccontavo quanto segue: “E’ possibile trovare un interessante elemento di paragone nel lavoro di William Fogel, Premio Nobel per l’economia nel 1994. Inventore della cliometria, Fogel ha calcolato (nel suo libro del 1974, Time on the Cross) che i proprietari di schiavi del XIX secolo dovevano spendere circa l’88% del prodotto dei loro schiavi per il mantenimento di loro stessi e delle loro famiglie. In altre parole, gli schiavi erano soggetti a un esproprio effettivo del 12% del frutto del proprio lavoro”. Otto anni fa, mi prendevano per pazzo, esagerato, iperbolico quando, in qualche dibattito in radio o Tv, spiegavo che chi pagava il 70% di tasse poteva tranquillamente essere equiparato ad un negro con la palla al piede nei campi di cotone dell’Alabama. Eppure, nel 2009 ancora nessuno era riuscito a immaginare si potesse anche pagare il 128% di imposte sull’utile lordo! La storia è raccontata da un impresario che di nome…

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