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Veneto, alla camera bocciata ogni forma di autonomia

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veneto indipendentedi FIORENZO PIEROBON

Solo qualche giorno fa, Alessandra Moretti – candidata del centro-sinistra alla presidenza della Regione Veneto – sosteneva la bontà del progetto per una Regione a statuto speciale (vedi qui). Forza della campagna elettorale, che fa dire ai politici tutto, ed il contrario di tutto, pur di raccattare voti.

Ieri, però, è accaduto qualcosa in parlamento: “In tarda serata, alla Camera, va in scena la congiura di tutti i partiti contro l’autonomia veneta. Mentre Alessandra Moretti va sbandierando l’autonomismo, il suo ‘Pd’ – a Roma – tradisce la fiducia degli elettori veneti e affossa la stessa autonomia. Solo la Lega, a tutti i livelli istituzionali, sta conducendo questa battaglia con coerenza e determinazione”. Così i deputati leghisti veneti (Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera) dopo che, nella tarda serata di ieri, la Lega si è vista bocciare il proprio emendamento alle riforme (il 30.28) sull’autonomia del Veneto, con 345 voti contrari e 86 a favore.

“Con un blitz notturno i deputati veneti – scrive l’Ansa – hanno tradito il nostro popolo e tutti i sindaci veneti che si erano chiaramente espressi per l’autonomia, con tanto di formale richiesta dell’Anci veneto (tra le altre cose presieduta da un primo cittadino Pd, Maria Rosa Pavanello), che ha sollecitato nei giorni scorsi tutti i parlamentari del territorio ad appoggiare l’emendamento per fare del Veneto una Regione a statuto speciale”. “Il Pd, con il voto di ieri, si è schierato apertamente a favore del centralismo romano e di un sistema che oggi scippa ai veneti 21 miliardi di tasse, ogni anno”.

Per il Carroccio si tratta di un “colpo di mano, anche ad opera di Forza Italia, che in Veneto dice una cosa e a Roma fa l’esatto opposto”. Per la Lega il voto della maggioranza Pd e FI è “uno schiaffo ai cittadini veneti”. Il Partito democratico – dice la Lega – ha smentito due volte gli annunci autonomisti della Moretti, votando contro il nostro emendamento e contro quello, analogo, della deputata Rubinato, già avversaria di Moretti alle primarie. Il segnale della chiara volontà centralista del Pd, determinato a soffocare ogni anelito autonomista del popolo veneto”.

C’è sempre più confusione sotto il cielo autonomista. In Veneto, ed in merito allo status politico del Veneto, un giorno la Lega Nord parla di autonomia, un giorno di indipendenza, un giorno di statuto speciale. Luca Zaia, che del Carroccio (e del centrodestra,che alla Camera ha votato contro l’emendamento leghista) è il candidato governatore in vista delle elezioni del 17 maggio prossimo, come imposterà la sua campagna elettorale? Infine, la Legge 16, quella sull’indizione di un referendum indipendentista, che ruolo gioca? Per ora, ci pare si stia alzando solo un gran polverone, perché troppe cose non quadrano.

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1 COMMENT

  1. Il Veneto da anni si torce sotto le violenze che contro di lui si vanno moltiplicando da parte della politica romana.
    I politici “locali”, complici dei criminali italiani, fingono, con varie formule, di proporre scenari che possano attirare voti alla propria lista di riferimento; se non è il plebiscito per l’indipendenza è quello per lo Statuto speciale, il costo di ciascuno dei quali va da sei a venti milioni di €uro, se non ricordo male, e non si capisce perché due referendum abbiano a costare in maniera tanto diversa occupando gli stessi ambienti, le scuole, ed il medesimo “personale”;
    e perché per l’indipendenza, di debba pagare di più, forse per il “personale addetto allo scrutinio?”.
    Il sovraprezzo verrà giustificato per il superlavoro a cui saranno sottoposti i soliti mistificatori delle schede?
    Intanto in questa Italia si moltiplicano le persone che si suicidano per la “fatica”di vivere e le “difficoltà” che vengono loro poste dinnanzi da una classe politica e burocratica corrotta, inefficente ed incapace.
    30.000 sono finora i morti fatti da questi governanti fra i lavoratori, sia imprenditori che dipendenti, per l’impossibilità di continuare a vivere in un paese dove la dignità umana non viene riconosciuta da questi governanti.
    Con quale coraggio ci vengono a parlare di shoah, dopo 70 anni, quando le condizioni nelle quali ci obbligano a vivere sono sempre più difficili e sempre più si avvicinano al trattamento che subiscono gli animali.
    Non si rendono conto che la shoah ce la impongono a noi.
    A quando una “Giornata del Ricordo” che commemori i nostri morti “costretti” al suicidio da questi Kapò da noi votati, ma che rispondono ad altri?
    Ma soprattutto quando la gente si sveglierà e porterà i propri persecutori a Piazzala Loreto?

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