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Povera italia, ci restano solo i vigneti da vendere. agli stranieri

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di REDAZIONE 'Enotria', l'Italia del vino, nonostante la crisi economica, continua ad attirare capitali, soprattutto dall'estero. I territori e le aziende del vino made in Italy si confermano realta' a cui il mondo finanziario ed imprenditoriale guarda ormai come ad un bene rifugio, paragonabile all'oro. Un fenomeno sempre piu' d'attualita', tra i tanti al centro del dibattito di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore che prende il via domenica prossima il 7 fino al 10 aprile. Gli esempi di investimenti non mancano, sia da parte di grandi gruppi finanziari ed industriali piu' attenti all'aspetto produttivo, sia da chi guarda al valore aggiunto immobiliare e al patrimonio fondiario per costruire o ricostruire un'impresa vitivinicola tra le colline dei terroir piu' importanti. Basti pensare al passaggio, nel 2011, di due colossi come la toscana Ruffino nelle mani americane di Constellation Brands e la piemontese Gancia in quelle di Russian Standard Corporation
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