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Zaia e barroso, il referendum impossibile e le velleità dei leghisti

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di LUIGI PANDOLFI Succede in Italia, in una bella e civilissima regione, il Veneto. Il suo presidente, anziché occuparsi di questioni che riguardano la materialità della vita dei propri concittadini, stretti come tutti i cittadini del nostro paese nella morsa di una crisi che sta falcidiando imprese e posti di lavoro, non trova di meglio da fare che interrogare il proprio ufficio legale sulla legittimità di un referendum consultivo per la secessione del Veneto dall’Italia. Avete letto bene: Zaia ha chiesto lumi all’ufficio legale della Regione Veneto sull’ammissibilità  di un referendum regionale per determinare la separazione del Veneto dal resto del paese. Ovviamente l’ufficio legale ha dato l’unica risposta possibile e consentita: che ai sensi della Costituzione italiana la via del referendum consultivo per ottenere la secessione non è praticabile. Caspiterina! Il governatore si era proprio dimenticato che l’articolo 5 della Costituzione stabilisce, tassativ
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