di CRISTIAN MERLO*
Forse non tutti sanno che il mai troppo compianto Prof. Miglio, ormai 20 anni fa, diede alla stampe uno straordinario pamphlet, dal titolo più che eloquente: “Disobbedienza Civile”. In questo scritto, Miglio andò alla riscoperta di una figura tanto affascinante, quanto negletta, nell’ambito dell’asfittico contesto italiota: quell’Henry David Thoreau, che, in nome del diritto alla resistenza individuale e della disobbedienza civile, affermò, nei fatti peraltro, che è del tutto ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo. Thoreau è un classico del pensiero libertario, che influenzò, in seguito, anche personaggi del calibro di Gandhi e Martin L. King. Miglio se ne servì quale formidabile prisma, per formulare delle radicali e profondissime riflessioni sullo stato di prostrazione, morale prima ancora che economica, in cui versava questo simulacro di Paese all’indomani del ciclone di Tangentopol
Non può avere scritto lui quelle parole. Si sarà servito di un ghostwriter, da bravo millantatore di lauree. Oltre che essere un voltagabbana, era anche un inetto. È spaventoso pensare che un uomo di quella consistenza morale e intellettuale sia assurto, nell’immaginario popolare lombardo, al ruolo di eroe, ispiratore e condottiero.
Sempre viva il Professor Miglio.
sempre! Ma chi ha scritto quelle cose non è il millantatore di lauree è un consigliere di un ministro del governo Renzi.
indagherò. Non ho idea di chi sia 😀
Uno che con il millantatore ha fondato FARE.
Fosse crepato bossi al posto di Miglio oggi, certamente, le cose andrebbero diversamente.