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Venezuela, il regime spegne anche la luce. paese al collasso

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VENEZUELA5di MARIETTO CERNEAZ

Cambiano le forme, le denominazioni e i protagonisti, ma il risultato è sempre lo stesso: la miseria, con buona pace dei Gianni Minà d’Italia! Il socialismo è talmente eco-compatibile che ti obbliga a vivere a lume di candela.

Passato il Carnevale, inizia la Quaresima della corrente elettrica: “Staccheremo la luce dalle 13 alle 15 e poi ancora dalle 19 alle 21, avverte il ministero dell’Energia, dunque organizzatevi”. Così parlò il fallimentare e catastrofico governo di Maduro. Sin dai tempi di Chavez, il black out erano frequenti. Secondo il regime, la colpa era delle opposizioni, che boicottavano le centrali. La verità? Incompetenti messi a dirigere aziende pubbliche che sono a poco a poco collassate su sé stesse. 

Nel paese con le riserve petrolifere più grandi del mondo, con fonti energetiche di ogni genere, la demenza comunista riesce a far mancare la luce. I grandi centri commerciali di Caracas e delle altre città dovranno chiudere, per almeno quattro ore al giorno. Così anche le altre attività commerciali, con tutti i danni del caso. Oggi, secondo quel tiranello da “repubblica delle banane” che è Maduro, la colpa è del Niño, il fenomeno climatico che ha ridotto le piogge, facendo seccare i bacini idroelettrici che producono energia.  Ovviamente sono sciocchezze assolute.  La colpa della mancanza di investimenti e di manutenzione, di utili idioti del chavismo messi a gestire le centrali, nelle quali tutto va a catafascio.

L’economia venezuelana è sempre più in crisi, lo Stato è al collasso, non ha soldi per nulla, mancano generi alimentari, medicine. La mortalità infantile è alle stelle. Così, le riduzioni di energia dove se ne consuma in abbondanza sono diventate una necessità per non lasciare tutto il paese al buio completo. Scrive il Corriere: “Nelle città venezuelane, tra l’altro, i centri commerciali sono il cuore di buona parte della vita sociale: chiuderli alle 7 di sera vuol dire lasciare le città quasi senza cinema, bar e ristoranti. Lasciandole ancora più buie, deserte e soprattutto pericolose di quanto già non siano”. E Caracas è ora ufficialmente la città più violenta del mondo.

Siamo ai titoli di coda del regime? Forse sì, anche se l’opposizione – che ha la maggioranza del Congresso – pare troppo blanda. C’è chi ritiene che per dare il colpo di grazia al regime è necessario che “il popolo torni ad occupare strade e piazze”, con la speranza che l’esercito, “la smetta di sostenere il criminale che ha preso il posto d Hugo Chavez”.

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