DI DRUSIANA VETRANO
Il fermo che ha colpito due indipendentisti che, durante l’annuale raduno dei bersaglieri, hanno esposto le bandiere del regno delle due Sicilie dovrebbe, a mio parere, spingere tutti a riflessioni più profonde.
Pare che il motivo del fermo non sia strettamente legato all’esposizione della bandiera ma al “posto” in cui questa è stata esposta: tuttavia, cambia poco la sostanza.
Ho sempre creduto e continuo a credere che questo sia uno Stato dittatoriale travestito da democrazia. Nella costituzione sembrerebbe che venga sancito tutto ed il contrario di tutto: io posso manifestare le mie idee “liberamente”, eppure non posso esporre un simbolo storico in un’area militare (anche se l’area è temporaneamente militare, se parliamo di una strada come un’altra, in cui sfilano dei bersaglieri).
Io posso tranquillamente essere manganellata e pestata a sangue, come è successo anche alle mamme settantenni di Terzigno che difendevano il diritto al
veramente assurdo , i leghisti hanno bruciato e beffeggiato la bandiera italiana e non è successo niente.
espongono una bandiera di uno stato preunitario plurisecolare ed arrivano le manette.
C’è qualcosa che non funziona.