di GERARDO COCO
Famosi pezzi di cultura industriale come Pirelli in Italia, Acquascutum in Inghilterra, Volvo in Svezia, Peugeot Citroen e la casa di moda Sonya Rykiel in Francia sono diventati proprietà cinese. E’ la strategia del Dragone per acquisire smalto internazionale. Nulla di male sotto il profilo commerciale. Ma quando il compratore è la Cina la questione diventa geopolitica. Altri pezzi le saranno ceduti. Il trend di acquisizioni cinesi è irresistibile, dovunque.
Il che porta a chiederci: come è potuto accadere che nel corso di una sola generazione questo immenso paese abbia raggiunto una forza finanziaria che altri paesi come Inghilterra e Stati Uniti hanno conquistato in più di un secolo? Quale è stato il suo modello strategico di sviluppo? Non c’è stato nessun modello, nessun piano elaborato a cui uniformarsi. La Cina ha fatto leva sulla sola evoluzione delle cose sfruttando il potenziale insito nella situazione creata negli ultimi decenni dall’Occident