di PAOLO BERNARDINI
Gli eventi catalani evolvono rapidamente e drammaticamente, ed è dunque difficile, al momento, sia fare un quadro preciso della situazione, sia prevedere i possibili sviluppi. Per ora, dunque, anche se vorrei scrivere molto, mi limiterò ad un tema secondo me essenziale. Per impedire la secessione della Catalogna, votata dalla maggioranza sia degli elettori sia dei parlamentari, e proclamata – dunque “de iure” la Repubblica Catalana esiste se non dal primo ottobre, senz’altro dal 27 ottobre – si è fatto appello spesso alla “democrazia” e alla “legalità”.
Per il primo concetto, si tratta di un farsesco e grottesco travisamento dell’essenza stessa del concetto di democrazia, legata alla facoltà di ogni popolo di autodeterminarsi. Se si dovesse votare su scala spagnola, o italiana, la Catalogna e la Lombardia e il Veneto – che mantengono con il loro onesto lavoro – non tanto i miserabili di Calabria ed Estremadura (che rimangono tali,
Comments are closed.