Vogliamo abolire le indennita’ dei consiglieri regionali?

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Nell’800 l’attività politico-istituzionale era svolta a titolo gratuito da un’élite, tale per censo e istruzione. Erano nobili, votavano solo loro, decidevano solo loro. Lo Statuto Albertino del 1848, art 50, prevedeva la gratuità del loro mandato. La Costituzione repubblicana oggi in vigore ribaltò quel principio e introdusse l’onerosità del mandato elettivo a garanzia del libero funzionamento del sistema democratico. In sostanza: per permettere a tutti di svolgere l’attività politica, anche  a quelli che non vivevano di rendita, è stato previsto uno ‘stipendio’. Nel corso del tempo, questo principio è stato sicuramente abusato. Dopo la fine della “Prima R pubblica”, circa ventisei anni fa, iniziò a montare un malcontento diffuso nei confronti di quella che, ormai, era considerata una casta politica autoreferenziale che aveva fatto crescere a dismisura la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni,
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1 COMMENT

  1. Quello che sicuramente non deve essere è concepire la politica come mestiere… bastano e avanzano i costi degli impiegati e della struttura organizzativa…
    Ognuno che fa politica sicuramente aveva una professione o un lavoro e nel tempo libero fa sport o legge o esercita i suoi hobbies… il politico legge e si documenta invece sulle questioni per cui ha avuto anche il mandato e la fiducia da chi lo ha votato… deve perciò intanto avere tutti gli strumenti per ricevere tutte le informazioni e questi gli devono essere forniti, come gli si deve rimborsare il costo dei suoi viaggi istituzionali richiesti dalla necessità della presenza fisica per il ruolo di rappresentanza… credo che nessuno che esercita una professione la lasci perché è anche consigliere in regione o in comune… perciò, a parte il rimborso delle spese conseguenti al ruolo e al mandato, a piè di lista o forfettizzate, compresa eventuale strumentazione, non credo che sia corretto attribuirgli un appannaggio…per il quale vediamo che non c’è mai limite, e che poi viene ad essere col tempo e per tanti il motivo della rincorsa a conquistarselo, stravolgendo così i meccanismi attraverso i quali uno si programma la corsa all’incarico… no, la politica è principalmente servizio alla società, sennò fai qualsiasi altra cosa!!!
    Diverso è il caso di chi a tempo pieno è chiamato a volgere il ruolo politico che gli viene conferito, e questo deve essere compensato adeguatamente ma per il tempo che lo si riveste, contributi compresi.

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