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Gay, dal motto “il governo ci lasci in pace” al piagnisteo “intervenga il governo”

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di JUSTIN RAIMONDO Ancora una volta, un disegno di legge nazionale sui diritti degli omosessuali è all'esame del Congresso, con la differenza che, questa volta, ha l'approvazione del presidente Clinton. Per la prima volta, un presidente americano ha messo il potere e il prestigio della sua carica dietro una versione gay della legge sui diritti civili del 1964, per mettere fuori legge la discriminazione contro gli omosessuali in materia di alloggi, occupazione e luoghi pubblici. L'intero dibattito sui diritti degli omosessuali è diventati ormai talmente esasperante che la maggior parte degli americani, anche i liberals, desiderano che "l'amore che non osa pronunciare il suo nome" stia zitto. Ma la lobby gay ha un sacco di soldi, un focus preciso, e si offende facilmente, una combinazione che tiene il candidato Clinton sull’attenti. Il movimento gay sosteneva di volere che il governo lasciasse i gay in pace. Ora vogliono che il governo intervenga attivamente nel loro nome in
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