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Sentimento nazionale e giustizia sociale: le lezioni del nazionalsocialismo alle democrazie

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di ADOLF HITLER* Perché questo sentimento nazionale sia schietto fin dall'inizio e non consista in una semplice apparenza, deve essere impressa già nelle teste dei giovani, ancora suscettibili di essere modellate, una ferrea massima fondamentale: chi ama la sua Nazione può solo provare il suo amore mediante i sacrifici che è pronto a fare per essa. Un sentimento nazionale che miri solo al guadagno, non esiste. E non c'è un nazionalismo che racchiuda solo delle classi. Il gridare «Urrà!» non testimonia nulla e non dà il diritto di chiamarsi nazionali, se dietro quel grido non si trova l'amorosa preoccupazione del mantenimento di una sana Nazione. C'è motivo di essere fieri del proprio popolo solo quando non ci si deve più vergognare di nessun ceto sociale. Ma una Nazione di cui metà è povera e macilenta o del tutto deperita, offre un quadro così brutto che nessuno deve sentirsene fiero. Solo se una Nazione è sana in tutte le sue membra, nel corpo e nell'anima, og
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