di REDAZIONE
Si deve attendere ancora per conoscere il futuro di Julian Assange. Si è conclusa nella serata di oggi l’ultima udienza dell’appello che stabilirà se il fondatore di Wikileaks dovrà essere estradato o meno negli Stati Uniti, dove verrà processato per la diffusione di documenti secretati sulle attività militari americane che potrebbero costargli fino a 175 anni di carcere. Ma la decisione dei giudici, che non hanno fornito alcun tipo di indicazione in merito, arriverà solo tra un paio di settimane, dopo una approfondita riflessione sulle argomentazioni presentate dalle parti.
Anche oggi l’attivista, che dal 2019 è rinchiuso nel carcere di Belmarsh, a Londra, non si è presentato in aula, dopo che i suoi avvocati avevano fatto sapere che le sue condizioni di salute non erano ottimali anche a causa di cinque anni di reclusione in un carcere di massima sicurezza. Il forfait è stato poi confermato da WikiLeaks sul profilo X dell’organizzazione, d
Poveretto, dimostra almeno 15 anni in più di quelli che ha.