di REDAZIONE
Hanno suscitato aspre critiche e polemiche le affermazioni del leader serbo-bosniaco, Milorad Dodik, che ha definito la Bosnia-Erzegovina una «creatura insostenibile» e che ha detto apertamente di essere in attesa della sua «disintegrazione». «La Bosnia-Erzegovina è uno stato riconosciuto internazionalmente, dotato di piena sovranità e integrità territoriale. Non vi è alcun futuro possibile per la Republika Srpska al di fuori della Bosnia-Erzegovina, ed essa può esistere solo come parte della Bosnia-Erzegovina» - ha detto un portavoce dell'ambasciata degli Stati Uniti a Sarajevo, come riferito oggi dal quotidiano Dnevni Avaz. Sulla base degli accordi di Dayton, che nel novembre 1995 posero fine a tre anni di guerra sanguinosa (100 mila morti e 2 milioni di profughi), la Bosnia-Erzegovina si compone di tre popoli (serbo, musulmano e croato) e due entità, la Federazione croato-musulmana (Bh) e la Republika Srpska (Rs, a maggioranza serba).
Le due entità, c
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