di VITTORIO SELMO*
La massima categoria della Storia è la continuità. Ogni tentativo di spezzarla ha sempre visto la ricomposizione del suo procedere.
Il limite insuperabile di Lega Nord è l’incapacità ideativa, l’improvvisazione dei suoi esponenti e l’impotenza definitiva a produrre un sistema di pensiero organico e “rivoluzionario”. A conti fatti l’iniziale successo di Lega Nord era dovuto all’idea di indipendenza, peraltro da sempre sottesa alla prima Liga Veneta, di cui non a caso Lega Nord acquisiva ben presto il simbolo, il contenuto ed il criterio di rapporto diretto ed immediato col territorio (schema delle “funzioni civili” delle antiche parrocchie venete). Ciò è tanto vero che, oggi, quello che rimane della sua credibilità è ancora nei singoli amministratori eletti da ciascun territorio. Troppo poco e troppo vago per una compagine che prometteva la riforma in senso “politico”, cioè istituzionale dello Stato.
Il progetto leghista di
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