di ANGELO PELLICIOLI
La politica vive di burocrazia. La burocrazia si nutre di politica. L’una e l’altra si sostengono a vicenda in un abbraccio morboso ed interessato, con lo scopo di consolidare e spartirsi i cosiddetti “poteri forti”. Cioè quelli politici, e quindi economici. Tutto ciò è notoriamente risaputo, scontato, ma oggi anche, e finalmente, giudicato a dovere dai cittadini. Il binomio suddetto, non contento dell’andazzo, ha ritenuto opportuno rafforzarsi ulteriormente, specie negli ultimi decenni, utilizzando come importante tassello collante e corroborante quello delle “caste professionali”. Le quali, nate per svolgere unicamente il compito istituzionale e giuridico di tutela della pubblica fede, hanno poi finito per snaturare questo loro precipuo scopo, adagiandosi nelle braccia dei politici, ottenendo nel contempo la piena benedizione dei burocrati di Stato.
Le caste speravano così di inserirsi, a pieno titolo, nel sottobosco della “buron
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