di CARLO MELINA
Essere negro, nella nostra società razzista e antispecista, non conviene. Tutti ti tollerano, cioè ti sopportano, nessuno ti ama. Soprattutto nessuno si cura di te, salvo tu non sia un negro della forma "bambino affamato", quindi molto utile a fotografi che ti accudiranno per il tempo di uno shooting, a spese di associazioni benevole in cerca di pubblicità, cioè di fondi che serviranno, talvolta in gran parte, a mantenerle. Tanto meno conviene essere cristiano: da Cristo in poi, non c'è società, più o meno razzista, che non ne abbia bruciato, sbranato o crocifisso qualcuno. Ora per divertimento, ora in nome di altissimi ideali.
Abbinare le due qualità, essere negro + essere cristiano, ha esiti fatali: morte in patria, oblio altrove. Ne sanno qualcosa i cristiani nigeriani, compresi quelli della forma "bambino affamato che gioca davanti alla chiesa mentre papà è a messa": sterminati a decine, alla sepoltura in patria, non segue la compassione in Occ
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