di PAOLO MARINI
Sono la modernità, l'anticonformismo e una sorta di spirito da pionieri la cifra - e almeno una chiave di lettura - della mostra “Americani a Firenze. Sargent e gli impressionisti del nuovo mondo” allestita a Palazzo Strozzi, curata da Francesca Bardazzi e Carlo Sisi e aperta al pubblico fino al prossimo 15 luglio. Intanto perché l'occasione è data dalle celebrazioni della città di Firenze per l'Anno vespucciano; corre, appunto, nel 2012 il 500° anniversario della morte del navigatore che per primo ha dato 'forma' al “Nuovo Mondo” anche se, a dire il vero, l'idea della mostra è piuttosto giocata sulla scoperta che un gruppo di artisti americani ha fatto, tra la seconda metà dell'Ottocento e le prime decadi del XX secolo, in particolare, di Firenze e della Toscana. L'America resta in certo qual modo nuova ancora oggi, per chi guarda dal di qua dell'Atlantico, forse per l'unicità del melting pot razziale e culturale che ha saputo realizzare – un perdu
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