di PAOLO LUCA BERNARDINI
Un po’ brutalmente, e forse banalmente, i libri di storia raccontano di un avvicendamento al vertice del potere mercantile internazionale, che avviene tra Cinque e Settecento. Prima Venezia, egemone ancora per tutto il Cinquecento, poi le Province Unite d’Olanda, che dominano il Seicento, come raccontano i libri di Simon Schama, Jonathan Israel, e Anna Pavord, autrice quest’ultima di un libro, nel 2001, che parla del simbolo per eccellenza dell’impero mercantile olandese e della sua ricchezza, “The Tulip”, un best-seller. Poi, finalmente, nel Settecento, l’insediarsi al vertice dell’amico-nemico dell’Olanda, l’Inghilterra, che con la sua capitale, un po’ Amsterdam, e un po’ Venezia, Londra, crea una potenza egemone nel mondo almeno fino alla seconda guerra mondiale (e a questo proposito, vorrei suggerire la lettura di uno splendido libro recente, “A Great and Monstrous Thing: London in the Eighteenth Century”, pubblicato dalla Har
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