di ROMANO BRACALINI
Confesso che ad ogni consultazione elettorale, la mia ripugnanza per questo paese raggiunge l’acme e la tentazione sarebbe quella di disertare le urne. Lo scenario politico col più alto numero di partiti e partitini, liste civiche e groppuscoli di improvvisati tribuni (comici, giudici, giornalisti) che scelgono la politica (sempre meglio che lavorare!) per aggiudicarsi un minimo del bottino che spetta per legge a quelle associazioni per delinquere che sono i partiti, aumenta ulteriormente il mio sgomento e il mio disgusto. Il fenomeno è tipicamente italiano. Abbiamo il più alto numero di partiti del mondo civilizzato. Non è una novità. Ho già avuto l’onore di dire che la frammentazione del sistema politico italiano corrisponde al nostro naturale istinto di divisione e di setta. La babele di sigle politiche ne è la prova.
In un paese come l’Italia la politica non solo è una tentazione forte ma conviene. E’ più conveniente fondare un partito che
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