di GIOVANNI MARIA MISCHIATI
Il grido grillino "arrendetevi, siete circondati!" non era certo campato in aria, se più della metà dei vecchi inquilini del Palazzo assediato ha dovuto fare le valigie e mollare le dorate stanze, rinunziando ai privilegi della casta parlamentare, per barattarli in ogni caso con buonuscite tutt'altro che disprezzabili e financo insultanti, nella temperie attuale, per la stragrande maggioranza di quanti hanno contribuito con il proprio voto a un così massiccio ricambio di Camera e Senato. Gente che va, gente che viene, in una sarabanda inevitabilmente un po' stucchevole, viziata dall'afflato agiografico di chi già s'ingegna a lisciare il pelo a un centinaio di ragazzotti miracolati dall'illusione di fare piazza pulita che accompagna l'irrompere delle truppe cinquestellute nelle aule non più sorde e grigie del potere romano.
Era sincero o raccontava balle, il comico genovese, poco prima che si aprissero i seggi, confessando la propria inquietudine c
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