di MATTEO CORSINI
Ultimamente Fabrizio Galimberti pare essersi dato il proposito di inculcare nei (teoricamente giovani) lettori della sua paginata domenicale sul Sole 24 Ore l'idea che il mondo non potrebbe andare avanti se non ci fossero le tasse: "Non mi stancherò mai di dire che il problema delle tasse è anzitutto un problema di qualità dei servizi pubblici. Se i cittadini sentono di ricevere in cambio delle imposte un “servizio” (bella e nobile parola) che gli rende la vita più facile e gradevole, allora cesserebbero tanti mugugni". Sicuramente senza tasse il mondo non andrebbe avanti nel modo in cui è andato finora, ma dubito che si arriverebbe all'estinzione del genere umano. Di sicuro il parassitismo e l'aggressione alla proprietà privata sarebbero riconosciute immediatamente e inequivocabilmente tali, al contrario di quanto accade ora con la tassazione.
Secondo Galimberti la diffusa avversione alla tassazione sarebbe attribuibile non già a un rigetto dell'i
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