di GIUAN GUDJOHNSEN
Nella prima metà del secolo scorso, naturalisti, esploratori, antropologi, gnostici, religiosi e alpinisti guardavano al Tibet con curiosità, fascino e rispetto. Esiste molta letteratura a riguardo: è noto, ad esempio, il libro “Sette anni in Tibet” di Heinrich Harrer (ultima ristampa del 1997, edizioni Mondadori), da cui è stato tratto l’omonimo film. Ma c’è una storia di cui poco si sa e di cui poco si parla perché è una leggenda trascritta in carteggi mai dati in pasto all’opinione pubblica. Questo il contenuto del documento che abbiamo recuperato e che vogliamo offrire ai lettori.
Nel 1920, un esploratore incontrò, presso un monastero, il Hutuktu (alta autorità religiosa buddista) di Narabaci che gli raccontò quanto segue. Quando il Re del Mondo apparve ai Lama favoriti da Dio, in questo monastero trent’anni fa, fece una profezia per il mezzo secolo che cominciava allora.
La profezia diceva: “Sempre più popoli dimenticheranno la
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